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07/08/2020
RUBENS CURIA E TERESA BLANDINO SIGLANO UN CODICE ETICO

23.04.2010

ASP E CONSIGLIERA DI PARITA' PROVINCIALE PER PREVENIRE LE MOLESTIE SESSUALI

Più attenzione su come prevenire eventuali molestie sessuali negli uffici aziendali dell’Asp.
Qualsiasi comportamento, lesivo della dignità delle donne e degli uomini sui luoghi di lavoro, è inammissibile. Azienda sanitaria provinciale e consigliera provinciale di parità firmano un codice etico volto a realizzare all’interno dell’Asp le migliori condizioni di benessere nel lavoro, attivando una concreta politica di parità di trattamento tra donne e uomini, condannando ogni discriminazione fondata sul sesso.
L’accordo è stato sottoscritto dal Direttore Generale dott. Rubens Curia e dalla Consigliera provinciale di parità dott.ssa Teresa Blandino, presenti anche il direttore amministrativo avv. Francesco Procopio, la responsabile dei comitati pari opportunità aziendale Ida Pugliese e la Consigliera provinciale di parità Raffaella Perciavalle.
“Abbiamo elaborato una intesa sulla disciplina dei più corretti rapporti aziendali – hanno spiegato, tra l’altro, Rubens Curia e Teresa Blandino – al fine di favorire la cultura della denuncia e delle responsabilità in presenza del verificarsi di eventuali casi. Una necessità che non può non tornare utile alla vita dell’Azienda in tutte le sue articolazioni operative visto che l’elaborato ha come obiettivo essenziale la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Una iniziativa che aiuta l’Asp – ha, poi, aggiunto Rubens Curia - a percorrere un cammino più ideale e fatto di maggiore consapevolezza e responsabilità nei più svariati comportamenti interpersonali“.
Il codice etico ha, infatti, l’obiettivo di promuovere corrette relazioni interpersonali.
Sono tenuti all’osservanza dei principi e delle finalità contenute tutti i soggetti: dirigenti, medici, professionisti, personale delle aree che hanno rapporti di lavoro interpersonale nei luoghi in cui si esplica.
Nel dettaglio del suo contenuto il codice etico rileva, tra l’altro, che qualora si verifichi un atto o un comportamento indesiderato a sfondo sessuale, sul posto di lavoro, la dipendente potrà rivolgersi alla Referente di fiducia nominata dal CPO (Comitato pari opportunità) per avviare una procedura informale nel tentativo di dare soluzione al caso.
In materia di procedura informale la stessa Referente di fiducia del CPO, ove la dipendente oggetto di molestie sessuali lo ritenga opportuno, interviene al fine di favorire il superamento della situazione di disagio perché offende e interferisce con lo svolgimento del lavoro.
L’intervento, nella riservatezza che il caso richiede, dovrà concludersi in linea di massima entro 30 giorni dalla data della richiesta, fermo restando che la Referente può essere chiamata a testimoniare nella procedura formale.
Ove la dipendente non ritenga di ricorrere alla referente del CPO dell’Azienda, potrà sporgere formale denuncia, con la eventuale assistenza della Consigliera di parità della provincia, al dirigente della struttura di appartenenza che sarà tenuto ad avviare il procedimento disciplinare.
L’Asp si impegna a diffondere i contenuti del codice etico al fine di assicurare la massima informazione in materia e di far conoscere le procedure, d’intesa con le organizzazioni sindacali, e ove si formasse il Comitato Paritetico sul mobbing, le iniziative finalizzate a prevenire comportamenti configurabili con molestie sessuali, morali e psicologiche sul luogo di lavoro.